BUONA QUARESIMA

Signore, fa’ digiunare il nostro cuore: che sappia rinunciare a tutto quello che l’allontana dal tuo amore, Signore, e che si unisca a te più esclusivamente e più sinceramente.

Fa’ digiunare il nostro orgoglio, tutte le nostre pretese, le nostre rivendicazioni, rendendoci più umili e infondendo in noi come unica ambizione, quella di servirti.

Fa’ digiunare le nostre passioni, la nostra fame di piacere, la nostra sete di ricchezza, il possesso avido e l’azione violenta; che nostro solo desiderio sia di piacerti in tutto.

Fa’ digiunare il nostro io, troppo centrato su se stesso, egoista indurito, che vuol trarre solo il suo vantaggio: che sappia dimenticarsi, nascondersi, donarsi.

Fa’ digiunare la nostra lingua, spesso troppo agitata, troppo rapida nelle sue repliche, severa nei giudizi, offensiva o sprezzante: fa’ che esprima solo stima e bontà.

Che il digiuno dell’anima, con tutti i nostri sforzi per migliorarci, possa salire verso di te come offerta gradita, meritarci una gioia più pura, più profonda. Amen.

(Jean Galot)

Una preghiera molto bella, impegnativa ed esigente come il cammino quaresimale che ogni anno si ripresenta. Morire e risorgere, anche spiritualmente, è una grande opportunità per ognuno di noi. Un Dio rivoluzionario, un Dio che ci invita a pregare per i nemici, che con le beatitudini sconvolge l’ordine prestabilito. Che forza grande e quale impegno per noi! Quanto è difficile perdonare, senza accorgersi che l’odio che porti dentro logora più dell’offesa ricevute.

Il tempo della Quaresima è anche un occasione per stanare le proprie povertà, le pigrizie e l’essere tiepidi di fronte alla vita, per risorgere. Voglio condividere questo pensiero con quanti credono e leggono questo blog (ma anche con chi non crede) per non dimenticarci la ricchezza del periodo che inizia oggi.

Voglio ancora mettermi davanti lo specchio senza fuggire e senza dimenticare i nemici che troppo spesso l’impegno pubblico ti fanno incontrare. Tutti coloro che a causa dell’ambizione, delle insicurezza e dell’invidia (come il fratello del figlio al prodigo nel quadro di Rembrant, in secondo piano dietro la tenda – che quadro meraviglioso!) sconvolgono il loro quotidiano ordine di priorità. Si spingono a considerazioni cattive e prive di fondamento per credere di emergere ed emanciparsi dal mare di squallore e mediocrità in cui già stanno affogando. Mettere in cattiva luce gli altri pensando di guadagnare posizioni nella loro artefatta classifica di merito, attribuirsi successi inesistenti, calunniare e dissimulare, lamentarsi di continuo, parlare sempre degli altri e mai di se stessi, essere in malafede sempre e agire nel più vile nascondimento sono le partite quotidiane che giocano nel loro immaginario campionato.

Pregare per loro è difficile, come è altrettanto difficile ricordarsi che anche la mia lingua troppo spesso è agitata contro queste ingiustizie e che anche io, con le mie povertà e i miei difetti, qualche calcio al pallone nella partita della viltà l’ho tirato, dimenticando di rendere un pessimo servizio.

Buona Quaresima.

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“ANNIVERSARIO” TANGENTOPOLI

Un pensierino su tangentopoli…

Dopo vent’anni sono convinto che le tangenti c’entrino fino ad un certo punto. Non è cambiato nulla, infatti ciò che è definitivamente scomparso dopo Tangentopoli non è stata la corruzione dei politici, ma i partiti, che per come sono adesso servono veramente a poco…

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OK, LA SPALATA E’ GIUSTA

Alle persone che si aspettano un poco più di attivismo su queste pagine voglio subito chiedere scusa. Alcuni aspetti della “politichetta locale”, di cui scriverò in un prossimo post, sono veramente demotivanti e talvolta si fatica a trovare lo slancio giusto. Dell’epilogo della vicenda IRPEF – oggetto di precenti post -si è già scritto e comunque anche su questo scriverò più avanti.

(FONTE: Web

Detto questo vorrei solo lasciare un breve commento circa le nevicate di questi ultimi giorni. Al di la del catastrofismo mediatico, del tutto ingiustificato, che ha accompagnato questi eventi climatici tipicamente invernali (!) a livello nazionale, mi sembra giusto tributare un plauso alla gestione della nevicata da parte dell’amministrazione, soprattutto nella nevicata di martedì.

Ho avuto modo di registrare una pianificazione e una gestione tutto sommato apprezzabile delle operazioni di spargimento del sale e pulizia delle strade urbane, almeno quelle principali, ma mi piacerebbe anche ricevere segnalazioni di disservizi o valutazioni diverse. Fatelo qui sotto, se vi va, oppure scrivendomi privatamente, come abitudine di molti lettori.

Alla prossima.

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AUMENTANO GLI AUMENTI

Seconda puntata. Dopo l’aumento dell’aliquota IRPEF, di cui ho scritto pochi giorni fa e che non ho esitato a definire “scandaloso”, oggi si torna a parlare di aumenti. Meno scandalosi, forse.

Come già detto la situazione congiunturale e i tagli governativi impongono sobrietà e una certa cautela nel criticare aspramente questi ultimi aumenti. Peccato però che il tanto sbandierato spirito di condivisione delle scelte  è stato accantonato dalla nuova Amministrazione di fronte a queste gravi decisioni approvate silenziosamente in una sera, ma che ricadranno fragorosamente su tutti i cittadini e tutti i giorni.

Peccato che nonostante la prima stangata primaverile di Tremonti ai Comuni e quella, solo annunciata, più pesante operata in agosto, a maggio la lista Noi per Garlasco – Farina Sindaco metteva colpevolmente nero su bianco la volontà di  soddisfare i bisogni del cittadino mantenendo l’offerta di servizi al minor costo per l’utente. Peccato che come al solito in politica, e spiace quando succede nei piccoli comuni, si fanno i conti senza l’oste, ma oggi devo comunque scrivere ancora di promesse elettorali e aumenti.

Ne scelgo tre, rappresentativi per come si attueranno, per come andranno a sommarsi all’ aumento IRPEF comunale e regionale, ICI e IMU, e per i soggetti che colpiranno:

  • le rette dell’asilo nido alle fasce di reddito più basse aumenteranno percentualmente tra l’8 e il 14%,
  • i buoni pasto per gli anziani e disabili tra il 9 e il 21% 
  • la tariffa di affitto del Teatro Martinetti per le associazioni, che normalmente a Garlasco organizzano spettacoli di beneficienza, tra l’8,4 e il 62,5 %.

Scandalosi o meno saranno i cittadini a valutare. A onor del vero va anche sottolineato che è  in atto una timida, ma apprezzabile, azione di razionalizzare delle spese di funzionamento della “macchina Comune” da perte della nuova amministrazione. E su questo non ci sottrarremo certo dalla nostra funzione di suggeritori, ma anche di controllori dell’efficacia di questo tipo di scelte.

Infine, per ulteriore chiarezza, è giusto riconoscere e sottolineare anche che l’Amministrazione precedente, tra le luci ed le ombre del proprio mandato, di cui ho ampiamente scritto, criticato e commentato su questo blog, aveva lasciato i conti in ordine. Al momento della elezione di Farina giacevano infatti nelle casse comunali quasi 500mila euro, non c’erano debiti fuori bilancio e il gravoso vincolo del patto di stabilità era stata pienamente rispettato.

Per adesso è tutto, la settimana prossima approderà in Consiglio il Bilancio e sicuramente avremo ancora di che fare e scrivere.

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A CALDO SULL’AUMENTO DELLE TASSE A GARLASCO

Scrivo di getto perchè ritengo che non possa passare inosservato lo scandaloso aumento dell’aliquota IRPEF appena operato dal Sindaco Farina per l’anno 2012, il massimo consentito: si passa dallo 0,5% allo 0,8 (LEGGI). Come saprete i Comuni hanno la facoltà di variare l’aliquota di compartecipazione dell’addizionale fino a un massimo di 0,8  punti percentuali e la nuova Amministrazione ha deciso di sfruttare fino in fondo questa possibilità. Non 0,5, non 0,6, non 0,7, ma 0,8.

Si decide di mettere le mani in tasca a tutti e indistintamente, senza pensare che tra pochi giorni il nuovo Governo varerà nuove misure che potrebbero contenere proprio l’aumento dell’IRPEF, la comparsa dell’IMU e la reintroduzione dell’ICI, l’imposta sugli immobili, unica tassa realmente federalista, certa e sicura per i Comuni, erroneamente eliminata negli scorsi anni. E allora il copione si ripete: si preferisce aumentare la pressione su chi “lavora” piuttosto che su chi “possiede” e lavora, con il risultato che un cittadino garlaschese che percepisce uno stipendio mediamente dignitoso dovrà versare da un primo calcolo 60/70 euro in più e un pensionato da 1000 euro più di 40 euro. Altro che comunisti, destra, sinistra e altri bei discorsetti. Su questo aumento prioprio non sono d’accordo, soprattutto se si legge con attenzione la delibera con cui l’amministrazione determina l’aumento dell’aliquota quando si fa riferimento alla necessità di “assicurare idonee fonti di finanziamento per le spese correnti, correnti (!). Perchè fino allo 0,8%?

Questa stretta potrebbe significare per il Comune di Garlasco un gettito di più di 320mila euro, calcolando a spanne. Sull’utilizzo di questa maggiore entrata saremo molto severi, la responsabilità ci impone di non eccedere nei toni, perché la situazione è grave e i tagli governativi sono effettivamente pesanti, ma questi ultimi non possono essere usasti troppo spesso come alibi per aumentare le tasse o svendere il patrimonio comunale, soprattutto in previsione dei sacrifici che anche il nuovo Governo chiederà ad ognuno di noi. Allo stesso modo anche le lagnanze ripetitive circa la costruzione della nuova palestra (ormai ce la teniamo volenti o nolenti!) non possono essere sbandierate continuamente e usate come paravento per coprire un inizio di mandato per ora zoppicante, durante il quale affiora in modo evidente che le roboanti promesse e i formidabili programmi della campagna elettorale si stanno sgonfiando. A partire dalla battuta d’arresto della scuola superiore, progetto tanto apparentemente condivisibile, quanto palesemente irrealizzabile (credo io), passando alla  tragica coincidenza della chiusura di Record (nel programma di Noi per Garlasco c’era “Favorire nuovi insediamenti produttivi e trattenere quelli esistenti attraverso forme di incentivazione”) per arrivare a questo aumento delle tasse pochi mesi dopo avere messo nero su bianco (sempre nel programma elettorale) la volontà di “soddisfare i bisogni del cittadino mantenendo l’offerta di servizi al minor costo per l’utente”.

Per il momento è tutto, per il momento.

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LA SFIDA DEI CATTOLICI DOPO L’INCONTRO DI TODI

Desidero oggi pubblicare questo articolo. Lo faccio perchè lo condivido, ma anche per convincermi di intravedere, in questo momento di grande sconforto, un lumicino di speranza nell’orizzonte politico futuro, dove necessariamente ci dovrà essere spazio per la buona politica. I commenti sono aperti: buona lettura.

Il pezzo è di NATALE FORLANI* dal Corriere della Sera del 3 novembre 2011

Caro direttore, le aspettative mediatiche suscitate intorno al tema della possibile rinascita di un partito cattolico hanno sviato l’attenzione rispetto alle vere novità emerse nel seminario promosso dall’associazionismo di ispirazione cattolica che si è tenuto a Todi. Era dall’inizio degli Anni 70 che non si teneva, per iniziativa dei laici, un incontro di questa portata: 16 tra associazioni nazionali del lavoro e dell’impresa, movimenti religiosi, reti ecclesiali, 8 fondazioni culturali o di origine bancaria, 40 esponenti di rilievo del mondo accademico. Un lungo periodo che ha registrato fratture, anche di orientamento politico nell’associazionismo sociale, un rifiorire di movimenti religiosi e di organizzazione del volontariato, non di rado distanti, o diffidenti, verso la politica.
La voglia di ritrovarsi è stata il frutto di molte concause: i ripetuti appelli delle gerarchie ecclesiali all’impegno politico dei cattolici, la crescente insoddisfazione verso il degrado della politica e, soprattutto, la convinzione di vivere un tempo di cambiamenti straordinari, che sollecitano i credenti non solo alla testimonianza sui valori irrinunciabili, ma al dovere di declinarli più compiutamente, anche nel campo sociale e politico. Questa evoluzione, auspicata dal Manifesto ispiratore di Todi «La buona politica per il bene comune» ha portato i protagonisti a condividere una comune visione della politica prossima ventura, ispirata alla dottrina sociale della Chiesa e centrata, in particolare, sull’esigenza di riorganizzare i rapporti tra Stato, economia capitalistica, società civile. Leggi l’articolo completo

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DISCORSO PRIMA SEDUTA DI CONSIGLIO

Diversamente dal solito ho deciso di affidare ad un brevissimo scritto alcune riflessioni a supporto degli auguri di buon lavoro che desidero formulare a lei, Signor Sindaco, così come anche ai nuovi consiglieri.

Sono molte le sfide che attendono questo nuovo governo comunale e sono altrettanto numerosi gli ambiziosi punti programmatici che avete dichiarato di voler realizzare durante questo mandato.

Noi non faremo mancare il nostro contributo costruttivo e propositivo, ma anche la nostra attività di opposizione, dura se necessario, e di controllo rispetto al vostro operato. Un’attività di minoranza basata sul rispetto dell’istituzione che lei, Sig. Sindaco, rappresenta, della sovranità popolare e del risultato elettorale, ma anche sull’opportunità politica che si presenta quando il margine di vittoria è così ridotto e che invita all’indispensabile esercizio di saper coinvolgere la minoranza. Chiunque vinca con uno scarto così ridotto ha il dovere di governare e la responsabilità di saper condividere. Leggi l’articolo completo

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SCUOLA SUPERIORE A GARLASCO? PROPOSTA (FORSE) IRREALIZZABILE

Un punto programmatico mi ha colpito per la sua palese irrealizzabilità. Ognuno propone ciò che può e vuole, è giusto che sia così, ma è altrettanto giusto, dal mio punto di vista, sottolineare la fantasiosa idea di portare a Garlasco “un corso di scuola media superiore sul territorio comunale e un triennio di scuola professionale per la formazione di figure tecniche specializzate” avanzata da Noi per Garlasco – Farina Sindaco.

(Fonte: sito Comune Garasco)

A prescindere dal fatto che l’attuale politica di razionalizzazione delle istituzioni sul territorio (accorpare al posto di frammentare) messa in pratica dal Ministero dell’Istruzione rende di per sé impraticabile tale ipotesi sia perché andrebbe a sovrapporsi ad altre già esistenti, sia per il ridotto numero di studenti rispetto ai parametri oggi richiesti sotto i quali il Ministero già provvede ad accorpamenti, anche dal un punto di vista didattico rimangono aperte alcune domande: quale corso di scuola superiore? Si parla di un biennio, per finire poi in quale scuola? Dove può esserci una continuità?

E poi “formazione di figure tecniche specializzate” è a dir poco generico e vista la dimensione della possibile popolazione scolastica non credo sia possibile offrire più proposte (in provincia di Pavia esistono già realtà che non hanno poi saputo raccogliere le iscrizioni sufficienti).

E ancora, in quali strutture dovrà sorgere questo istituto e con quali soldi? Già le Università italiane hanno preso una brutta piega con le sedi distaccate che sono scatole vuote con alcune decine di iscritti e sono un inutile costo per la collettività, ma l’ipotesi di una scuola superiore a Garlasco, che nel raggio di soli 20 km conta già diverse offerte, non farebbe altro che creare una “serie B” di un istituto già presente, meglio quindi, in tema di scuola e istruzione, puntare sulla riqualificazione delle strutture scolastiche garlaschesi e migliorare e supportare i servizi per gli studenti pendolari che hanno la stimolante possibilità di mettere il naso fuori da Garlasco e ritornarvi arricchiti da diverse esperienze di studio. Attenzione quindi: si deve bene stare attenti agli effetti speciali, perchè a prima vista potrebbe sembrare una proposta interessante quella di una scuola superiore a Garlasco, ma secondo me non è così, lo dico a prescindere dagli schieramenti in campo.

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