A CALDO SULL’AUMENTO DELLE TASSE A GARLASCO

Scrivo di getto perchè ritengo che non possa passare inosservato lo scandaloso aumento dell’aliquota IRPEF appena operato dal Sindaco Farina per l’anno 2012, il massimo consentito: si passa dallo 0,5% allo 0,8 (LEGGI). Come saprete i Comuni hanno la facoltà di variare l’aliquota di compartecipazione dell’addizionale fino a un massimo di 0,8  punti percentuali e la nuova Amministrazione ha deciso di sfruttare fino in fondo questa possibilità. Non 0,5, non 0,6, non 0,7, ma 0,8.

Si decide di mettere le mani in tasca a tutti e indistintamente, senza pensare che tra pochi giorni il nuovo Governo varerà nuove misure che potrebbero contenere proprio l’aumento dell’IRPEF, la comparsa dell’IMU e la reintroduzione dell’ICI, l’imposta sugli immobili, unica tassa realmente federalista, certa e sicura per i Comuni, erroneamente eliminata negli scorsi anni. E allora il copione si ripete: si preferisce aumentare la pressione su chi “lavora” piuttosto che su chi “possiede” e lavora, con il risultato che un cittadino garlaschese che percepisce uno stipendio mediamente dignitoso dovrà versare da un primo calcolo 60/70 euro in più e un pensionato da 1000 euro più di 40 euro. Altro che comunisti, destra, sinistra e altri bei discorsetti. Su questo aumento prioprio non sono d’accordo, soprattutto se si legge con attenzione la delibera con cui l’amministrazione determina l’aumento dell’aliquota quando si fa riferimento alla necessità di “assicurare idonee fonti di finanziamento per le spese correnti, correnti (!). Perchè fino allo 0,8%?

Questa stretta potrebbe significare per il Comune di Garlasco un gettito di più di 320mila euro, calcolando a spanne. Sull’utilizzo di questa maggiore entrata saremo molto severi, la responsabilità ci impone di non eccedere nei toni, perché la situazione è grave e i tagli governativi sono effettivamente pesanti, ma questi ultimi non possono essere usasti troppo spesso come alibi per aumentare le tasse o svendere il patrimonio comunale, soprattutto in previsione dei sacrifici che anche il nuovo Governo chiederà ad ognuno di noi. Allo stesso modo anche le lagnanze ripetitive circa la costruzione della nuova palestra (ormai ce la teniamo volenti o nolenti!) non possono essere sbandierate continuamente e usate come paravento per coprire un inizio di mandato per ora zoppicante, durante il quale affiora in modo evidente che le roboanti promesse e i formidabili programmi della campagna elettorale si stanno sgonfiando. A partire dalla battuta d’arresto della scuola superiore, progetto tanto apparentemente condivisibile, quanto palesemente irrealizzabile (credo io), passando alla  tragica coincidenza della chiusura di Record (nel programma di Noi per Garlasco c’era “Favorire nuovi insediamenti produttivi e trattenere quelli esistenti attraverso forme di incentivazione”) per arrivare a questo aumento delle tasse pochi mesi dopo avere messo nero su bianco (sempre nel programma elettorale) la volontà di “soddisfare i bisogni del cittadino mantenendo l’offerta di servizi al minor costo per l’utente”.

Per il momento è tutto, per il momento.

6 commenti

Archiviato sotto Commenti, Garlasco

6 risposte a A CALDO SULL’AUMENTO DELLE TASSE A GARLASCO

  1. Beatrice Calvi

    beh se poi si pensa che “IO” sono una dei licenziati della cara ex Record… se aprissi bocca forse verrei tacciata per diffamazione…la meritocrazia di certo non aiuta…

  2. Cesare

    tra qualche mese diventerò cittadino di Garlasco trasferendo la residenza da Milano. Seguo le vicende di Garlasco da diversi anni e mi sembra che la questione della RECORD risalga già da circa due e tre anni fa, pertanto non è colpa di questa attuale giunta ,che quando si è insediata non ha potuto fare altro che prenderne atto della grave situazione creatasi in precedenza.

    • sandrore

      Grazie del commento Cesare. Il pezzo si riferisce purtroppo all’ aumento della aliquota irpef e non alla vicenda record per la quale non imputo particolari colpe alla nuova amministrazione, che comuque scrisse nei programmi grandi cose, come accenno nel post. La chiusura per certi versi prescinde da tutto questo.
      una volta a Garlasco riuscirai sicuramente a seguire le cose da più vicino. Benvenuto in anticipo, a proposito. Grazie ancora per aver partecipato.

    • no, la Record non è nella condizione del moribondo, ha avuto la sua flessione nel periodo di crisi, ma è pur sempre una delle aziende floride della provincia…peccato che la multinazionale che la possedeva ha venduto ad una ditta concorrente di Bergamo, la quale ha chiuso le tre sedi, ha licenziato in tronco tutti gli operai, ha portato a casa sua la produzione. Ha licenziato noi dell’amministrazione e a breve aprirà il “polo logistico” in via Borgo San Siro. A loro interessava il marchio e questa è l’ennesima storia dell’ennesima ditta italiana che chiude. La mia polemica va oltre. Alessandro lo sa….

  3. Pingback: AUMENTANO GLI AUMENTI | Il blog di ALESSANDRO RE

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